Creazione e dissoluzione

 


Quando dormo profondamente ogni cosa per me scompare, l’universo intero insieme alla mia coscienza. Poi, al risveglio, il sole è lì. E’ lì perché l vedo, perché me ne è stato insegnato il nome, me ne è stata descritta la natura. L’ho preso per vero, e così l’ho creato estraendolo dall’immaginazione, dandogli realtà solida e un posto nella mia identità. E’ per me che il sole sorge e tramonta ogni giorno, per la mia indubbia certezza del suo moto, talmente indubbia da non occupare spazio nei miei pensieri. 

L’intera nostra vita scorre fra queste verità accettate senza alcuna prova, e create come tali, ma in tutta questa quotidianità non c’è alcuna esperienza verificata direttamente: creiamo riflessi distorti e li scambiamo con qualcosa di reale. Una volta che il sole è stato creato nelle mie certezze e allocato al suo posto nel cielo, come posso più dubitarne? Senza bisogno di alcuno sforzo, la sua esistenza è parte stessa di me: sono ciò che sono perché ho deciso che il sole è reale. 

Abbiamo sempre detto che il dubbio è lo scarto che impedisce l’atto di creazione, ed in effetti esso è lo strumento del processo di dissoluzione. Nel percorso interiore, ad un certo punto il dubbio sorge spontaneo per richiedere una cosa sola: che ogni singola verità ed esperienza vengano messe alla prova. Allora, cercando attentamente con grande perseveranza, l’illusorietà si rivela essere l’essenza di ogni cosa che viviamo e a cui diamo credito. 

A quel punto il sole, qualunque cosa sia, può restare nel suo cielo senza essere più un vincolo a cui adattarmi: ricordando che è lì per me, perde il potere di condizionare i miei giorni e le mie notti. Infine, creazione e dissoluzione si fondono in un gioco continuo di luci ed ombre che pulsano, appaiono e scompaiono, senza il peso e la pretesa di alcuna verità.

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