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VISIONE

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"Se Dio è già"   esplora il concetto di Dio come Totalità. Una comprensione interiore e profonda che conduce alla conclusione d ogni ricerca, rivelando ciò che è già sempre presente. Questo libro rappresenta le considerazioni a cui la Meditazione mi ha condotta in questi anni. Un breve riassunto che prende vita da importanti contributi attraverso i quali la mia esperienza ha trovato ordine. Il riconoscimento della Verità è un incontro diretto, lucido e spoglio di ogni immaginazione, che richiede di abbandonare indulgenze, scuse e ricerca di soluzioni alternative. Ciò che già è risiede oltre: dobbiamo sapere cosa stiamo cercando e quanto siamo disposti a sacrificare per raggiungerlo. Quando comprendiamo davvero che ogni ricerca è finita e che la Verità è già realizzata, l'Esistenza si rivela in un solo, eterno istante. "Abissi" seguito di "Se Dio è già" ,  questa parte del racconto indaga ed approfondisce le implicazioni profonde della fine di ogni rice...

Incarnare il centro

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  Capire le cose con la mente non basta a creare un cambiamento; nessuna pratica o disciplina ha il potere di cambiare il quadro dentro cui è rappresentata. Finché ciò che crediamo di avere capito non diventa qualcosa di davvero incarnato, non ci saranno variazioni. Tutto esiste nella nostra coscienza, è il solo spazio che c'è. In questo spazio, il corpo e la mente prendono vita con l'idea che abbiamo di noi stessi. Questa è la lente che crea e interpreta tutto ciò che si sperimenta. Come può un'idea (quella della nostra identità personale) generare un'idea capace di cambiare il presupposto da cui è sorta? L'unico cambiamento possibile è che cambi la radice stessa. Incarnare qualcosa significa che quel qualcosa è talmente tanto certo in noi da venire prima della mente, da non farla neanche muovere. Diventa parte di un'identità a cui non c'è più bisogno di pensare o rivolgere attenzione, e che cambia lo stampo da cui le cose prendono forma. Eccoci più vicin...

Viola e l'Oceano

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  I viaggi che si attraversano durante le immagini e le fasi dei trattamenti sono simbolici. Usiamo questo termine per indicare che lo spostamento non riguarda certamente il corpo, ma neanche la mente inteso come un artificio fantasioso. Sono simbolici perché vanno aperti e compresi. Abbiamo già parlato dei simboli, di come siano un modo di concentrare più significati, più piani, più intenzioni. Ma la loro grande funzione è anche quella di distaccarci da un’immagine per costruirne una più “astratta”: ci aiuta in sostanza a fare un lavoro di distacco e di traslazione del significato da un’immagine a qualcosa di intangibile che è ben più vicino alla verità. In questo caso però, rimanendo nell’ambito, quello mio con le canalizzazioni, di un lavoro che non vuole distarsi con l’illusione degli eventi specifici, il passaggio attraverso le immagini simboliche richiede di comprenderne la risonanza. Perché qualunque viaggio non è mai dell’altro, ma sempre e soltanto nostro. Perciò racco...

Il Sacro e la bellezza

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Quando smettiamo di difenderci dalle cose intorno a noi, lo facciamo perchè abbiamo davvero compreso che nulla esiste all'esterno della nostra coscienza, e che tutto prende forma come percezione nel nostro spazio personale. Allora concediamo alle nostre correnti interiori di muoversi con più forza, più profondamente e liberamente, di smuovere in noi cose che avevamo tenuto ferme e nascoste. Scopriamo di avere ancora un'innata sensibilità verso la vita che ci rende capaci ancora di emozionarci. Quasi una nuova fragilità con cui confrontarci.  Ma queste fessure in noi a me sembrano più simili ad un ritrovato senso di commozione. Recuperare la nostra integrità ci apre alla vita nel suo insieme, ci consente di farle spazio nel suo istante presente e di maturare occhi che hanno la capacità di vedere la bellezza e la perfezione oltre ciò che appare alla logica della mente. Ci riconnettiamo con qualcosa di più profondo in noi che dall'interno si espande e ci riempie, dandoci nuove...

Attimi di risveglio

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L'energia si accumula, si concentra per un tempo molto lungo. Poi all'improvviso è pronta ad esplodere, e si accende come un lampo di incredibile lune nell'oscurità e nel silenzio. E' un attimo di creazione che squarcia il buio, rivelando ciò che si rivela all'interno. Tutto viene in Esistenza per un istante, poi di nuovo scompare e tace. Quel momento non è destinato a durare a lungo, l'energia innesca un processo, è l'accadere dell'illuminazione. La stella che accumula energia consuma se stessa in un intervallo minuscolo; l'energia necessaria a rivelare il Vero non può durare in un solo stato a lungo. Deve per forza pulsare, come il respiro, diventando sempre qualcos'altro. Non importa che la luce si spenga: ciò che ha rivelato ha cambiato colui che vi ha potuto assistere; ora quella luce è diventata quella stessa consapevolezza, ed è lì che continua a scorrere.  Noi misuriamo la pienezza della vita in base al tempo della forma fisica, ma alcune...

Un solo cammino

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Non ho mai incontrato un frammento di Anima che nella sua incarnazione esprimesse il senso del cammino di qualcun altro. Più spesso accade di chiederselo rispetto agli Animali, ritenuti coloro che si fanno carico del dolore e della malattia dei loro compagni umani, o anche più semplicemente che vengono "per noi", in funzione nostra. Personalmente credo sia una visione limitante, non tanto dell'Animale, ma della vita in sè, e mi chiedo che senso potrebbe avere tutto questo.  Il cammino di ciascuno si genera in se stesso, ogni istante procedendo dal potenziale di quello che è venuto prima. Qualunque cosa incontriamo appartiene a noi, alla nostra percezione. Non si tratta qui di cercarne un senso per la mente, ma di comprendere come sia assolutamente personale la responsabilità di ciascuno di noi di incamminarsi verso Casa. Non è qualcosa che si può appaltare al percorso altrui, o da cui qualcuno può estrarre singole esperienze per farle al posto nostro. Ciò che prende forma...

Non ci sono onde

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Il mio immaginare l'Anima come Una sola, come un unico grande oceano in cui onde temporaneamente sembrano prendere forma, porta a seguire alcune considerazioni. La prima è che nessuna onda è un'entità chiusa a sè stante, una forma isolabile dotata di un'identità propria: è sempre l'oceano intero che scorre in quel disegno in un fluire incessante. Quella forma che i nostri occhi pensano di distinguere e a cui danno un nome è un istante di un'inafferrabile ed indefinibile scorrere della Totalità che muta in continuazione. Si può dire dove inizia e finisce un'onda? Dove inizia e finisce l'esistenza? Non c'è uno stato permanente che ci accompagna dalla nascita alla morte, non ci sono confini in quell'onda che possano separarla da ciò in cui si viene a formare. Essa è soltanto il respiro dell'Anima che si espande e si ritrae. Un respiro in cui tutto si incontra, si mescola, si integra, e in cui rimane Unità a dispetto di ogni apparenza. E così come l...

Puzzle

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Penso spesso alle relazioni che instauriamo nella vita come ad un grande puzzle. A volte a trovarsi sono due pezzi molto vicini fra loro nel disegno che rappresentano e di cui fanno parte: hanno gli stessi colori, fanno parte dello stesso soggetto, sono fatti per incastrarsi perfettamente. Sono relazioni "facili", di risonanza immediata e profonda, che trasmettono comprensione, vicinanza, appartenenza. Non ci sono sbavature, non serve alcun dubbio o ragionamento, ciascun pezzo accoglie l'altro e lo tiene stretto. Noi siamo soliti prediligere e valorizzare queste storie, eleggerle ad un significato sacro e speciale, differenziandole da altri tipi di incontri. Ma a volte, spesso, ad incontrarsi sul tavolo sono invece due pezzi più distanti fra loro, a volte situati a lati opposti nella grande disposizione. I colori sono diversi, i tratti non si assomigliano, guardati da soli sembrano non avere alcun punto in comune, sembrano non riconoscersi nemmeno fra di loro. Non sono st...