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VISIONE

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"Se Dio è già"   esplora il concetto di Dio come Totalità. Una comprensione interiore e profonda che conduce alla conclusione d ogni ricerca, rivelando ciò che è già sempre presente. Questo libro rappresenta le considerazioni a cui la Meditazione mi ha condotta in questi anni. Un breve riassunto che prende vita da importanti contributi attraverso i quali la mia esperienza ha trovato ordine. Il riconoscimento della Verità è un incontro diretto, lucido e spoglio di ogni immaginazione, che richiede di abbandonare indulgenze, scuse e ricerca di soluzioni alternative. Ciò che già è risiede oltre: dobbiamo sapere cosa stiamo cercando e quanto siamo disposti a sacrificare per raggiungerlo. Quando comprendiamo davvero che ogni ricerca è finita e che la Verità è già realizzata, l'Esistenza si rivela in un solo, eterno istante. "Abissi" seguito di "Se Dio è già" ,  questa parte del racconto indaga ed approfondisce le implicazioni profonde della fine di ogni rice...

Quanto Tempo?

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  Quanto tempo occorre perché una candela si consumi? Quanto perché un bambino nasca? Quanto tempo ci vuole perché un frutto maturi sull’albero? Tempo. Istanti sovrapposti che già coincidono, ma che i nostri occhi riescono a scorgere solo mettendoli in successione, facendo sembrare reale l’attesa, l’incompletezza, la distanza di una meta. E allora immaginate: quanto tempo occorre perché un pensiero si consumi? Seduta immobile, in silenzio, osservandolo formarsi, scorrere, generarne altri, … quanto devo aspettare perché quel pensiero si dissolva e mi lasci intravedere dietro di sé?  La risposta, come sempre, potrebbe risiedere in un’altra domanda: abbiamo mai concesso a questo processo di consumazione il tempo sufficiente? O abbiamo dato scadenze oltre le quali abbiamo concluso che non sia qualcosa di fattibile? Abbiamo mai dato tempo al Tempo, restando fino a sentire un cambiamento? Fissiamo limiti entro i quali definiamo ciò che è possibile, evitando accuratamente di sperimen...

Strade dall'ignoto

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Quando siamo davvero totalmente rivolti all'interno, senza più preoccuparci di nessun altro movimento, come se non esistesse altro che quel non-luogo, paradossalmente proprio allora, in virtù del fatto che nessun desiderio è più un bisogno, in noi si creano viaggi, luoghi da realizzare e mete verso cui incamminarsi.  Non può trattarsi di una proiezione della mente in cui riversare intenzioni e pensieri, perchè sarebbe soltanto una dispersione, un punto di arrivo fissato prima ancora di sapere da dove si sta partendo. Nessun navigatore potrebbe condurre lì. Deve trattarsi, per quanto strano possa sembrare, di qualcosa che si origina completamente libero da ogni nostra impronta personale.  Quando c'è un (non) luogo di partenza, cioè quando siamo radicati dentro noi stessi, allora si crea la meta, e quando c'è la meta può crearsi la strada che collega i due punti, che dall'ignoto produce la manifestazione. Non può prodursi diversamente l viaggio. Nessuna meta e nessuna str...

Liberi da ogni intenzione

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In linea con questo tempo in cui siamo immersi, nuovo e definitivo nei confini che rompe, sta accadendo una trasformazione anche nelle energie che ci circondano, per come le abbiamo sempre pensate.  Gli incontri, le relazioni, le situazioni, le creature vicino a noi, ... tutto ciò che si incarna lo fa ora libero da qualunque necessità o concetto in generale di azione. Immagino che sia sempre stato così, ma probabilmente ora tocca prenderne consapevolezza, e cambiare la concezione sempre avuta di come dovrebbe funzionare questo percorso che ci tocca sostenere. Se fino ad ora abbiamo pensato ai nostri incontri come Anime che si sono presentate a noi per accompagnarci ed aiutarci ad evolvere, immaginando quindi una rete di intenzioni attive rivolte ad una precisa realizzazione, ora la perdita di qualunque traccia di scopo legato ad un percorso personale fa cadere anche questa visione come tutte le altre maschere.  L'Esistenza modella molte forme attraverso cui scorrere, in un ins...

Navi nel cielo

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L'immagine è quella di una nave che lascia il porto e si dirige in mare aperto, lasciando tutto dietro di sè definitivamente, in un partenza che non prevede ritorno. La sua rotta contempla una meta che non si trova sullo stesso piano della riva alle spalle. Allora la nave si solleva in volo e percorre una via nascosta per approdare in un luogo in mezzo al cielo. Eccoci davanti all'abisso: tutto il lavoro, il percorso, il pensare, la volontà che abbiamo potuto trovare in noi ci hanno condotti fino qui, al porto, ma per passare oltre occorre qualcosa che non attiene più al nostro sforzo: una nave che percorre vie oltre la nostra misura. Qui ci si arrende per forza, perchè non resta altro da fare, perchè di tutto il peso che abbiamo costruito in noi, soltanto quello di una piuma potrà passare e sorvolare l'ignoto. Non saremo noi ad arrivare nel cielo.

Due diverse vite

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Intraprendere un cammino spirituale significa inseguire la risposta alla domanda "chi sono io?". Non si tratta di conoscere se stessi a qualche profondità maggiore, non si tratta di guadagnare un senso di percezione di se stessi espanso, di conseguire qualche stato particolare di coscienza, di conseguire una qualche mistica comprensione. La spiritualità vera non ha rivelazioni da offrire che possano essere spese nel mondo dell'illusione: non riguarda la redenzione, la guarigione delle proprie ferite o il senso individuale della vita. Ciò che offre è un viaggio di sola andata verso l'interno, fino a che l'intera coscienza non si dissolve in quella discesa. Ora, è chiaro che chi si incammina lungo questo sentiero interiore, spinto da una domanda che non lo lascia più in pace, ha in qualche modo concluso la propria spinta alla ricerca sulla sponda materiale del fiume. Ha cioè già cercato a lungo in ciò che le esperienze potevano offrirgli, e ha compreso di non poter ...

L'elemento del Tempo

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Il Tempo che stiamo vivendo ci chiede di decidere definitivamente qual'è la direzione del nostro cammino, se continuare a cercare in un fuori da cui siamo sempre dipendenti, o se volgersi all'interno riconoscendo ciò che siamo già. Ci serve avere chiara la chiave di lettura della nostra vita, ciò a cui le esperienze che incontriamo rispondono in noi. Così come chi desidera apprendere un mestiere si muove nella vita cercando quelle conoscenze, così come, molto più banalmente, quando cerchiamo le chiavi di casa rendiamo gli occhi capaci di vedere solo quelle e trascurare il resto, allo stesso modo sapere dove vogliamo andare imprime nei nostri eventi quella precisa domanda, perchè si formino incarnando in sè la risposta. Ma del Tempo ci occorre comprendere molto di più. Tutto ciò che vive è soggetto al suo scorrere, ma questo non significa che siamo noi a scorrere in lui. Molti avranno sperimentato che lo stare nelle proprie azioni in piena presenza dilata il tempo letteralmente,...

Niente resta

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Se non fosse stato abbastanza evidente, possiamo parlare di come questo tempo corrispondente al nuovo anno già dai suoi primissimi giorni e momenti abbia portato un carico enorme di qualità nuove da declinare nella nostra esperienza.  Senza volerci soffermare qui sul cambiamento in corso che interessa la materia stessa fin nella sua più profonda struttura -processo che sta facendo venire a galla importanti contraccolpi e aggiustamenti in una forma che si sta modificando di frequenza-, anche i nostri eventi interiori sono interessati da un definitivo processo di destrutturazione. Si va quindi a toccare ancora e sempre più profondamente il tema dell'identità: gli schemi intangibili alla base della nostra percezione di noi stessi e secondo cui siamo soliti conoscerci e funzionare, non sono più così solidi e consolidati. Si affacciano emozioni inusuali in situazioni che hanno sempre suscitato una certa precisa risposta; interessi e desideri lontani da quelli che hanno sempre accompagna...