Fra due battiti
Mentre guardo un cane a passeggio nel parco, comprendo il valore del tempo ed il significato del sacro. E' totale in ogni suo gesto, scompare in ogni azione. Si prende lo spazio per essere lì, per vivere quell'istante soltanto, senza scivolare altrove, qualunque cosa quel frammento di vita contenga, come se non ci fosse altro.
L'intensità con cui annusa un filo d'erba per interi minuti, diventando tutt'uno con esso, fa dilatare anche il mio tempo. In quell'intervallo che sembra vuoto, ho quasi l'impressione di poter espandere il mio essere sospesa all'infinito, senza consentire mai al tempo di tornare a scorrere. Come se tutto il movimento del vivere dipendesse solo da me, da quanto vuoto mi concedo, da quanto riesco a rallentare fino a rivelare l'immobilità dell'orologio. Come se tutto ciò che ha senso cercare e trovare fosse proprio lì, nel battito inesistente fra due ticchettii di lancetta, lì dove il tempo diventa così rarefatto da scomparire.
Mentre guardo un cane a passeggio del parco mi ricordo che non c'è altro luogo in cui andare se non verso di sè.

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