Guardando al presente


Questo 2025 è stato un anno denso ed importante, a chiusura di ben due cicli. Il primo, quello del triennio 23/24/25 che ha segnato un tempo di profondo risveglio, e il secondo quello iniziato nel 2020, in cui la realtà illusoriamente collettiva si è rotta costringendo ciascuno a confrontarsi con la propria percezione personale, e ad esserne responsabile. Un confronto con quella necessaria solitudine interiore che il percorso verso la Spiritualità richiede. Siamo dunque ora definitivamente soli davanti a noi stessi, qualunque sia l'immagine che abbiamo messo di fronte allo specchio.

Fra le cose che sono cambiate in questo tempo c'è sicuramente la qualità con cui le esperienze ci incontrano; siamo ormai lontani dalla fase in cui guardare alle nostre ferite per guarirle, e siamo ormai fuori dal concetto di guardare agli eventi per comprendere e conoscere noi stessi. Siamo oltre il limite in cui le esperienze si riferiscono, in qualunque modo, ad un io. Non ci offrono quindi più comprensione, soluzione o spazio di azione; per la verità si mostrano nella loro incompletezza, rivelando di non essere mai sufficienti a colmare i nostri abissi, mai abbastanza. E' proprio così che possono aiutarci a liberarci: liberarci dall'illusione che ci sia qualcosa da trovare, capire, afferrare, guarire, redimere; liberarci dal bisogno di rincorrere risposte che non siano già in noi. La canalizzazione di questo anno aveva tentato di raccontarlo: l'unificazione dello spazio ha eliminato qualunque "fuori" in cui poter cercare. L'intero mondo è un solo spazio percettivo rispetto a ciascuno di noi, in cui la materia stessa si modifica, si assottiglia, cambia frequenza per poter rispondere a nuove e più profonde leggi che la governano. Niente è più uguale a prima.

Ora sul finire di questo tempo, pensando a cosa mi ha consentito di comprendere e sperimentare, mi è diventato ineluttabilmente chiaro che le profondità a cui si deve giungere per inseguire la verità di sé sono inconcepibili, senza fine: non ci sono ottenimenti fino alla perdita totale dell'io, e dunque neanche dopo. Prima di quel limite, è tutto indistintamente illusione. Pertanto in qualunque punto pensiamo di trovarci dal nostro cammino, stiamo solamente sfiorando la superficie. Pensiamo di avanzare, che il cammino sia lineare, ma l'illuminazione appare solo nella trasparenza dell'identità che si dissolve. 

È talmente impossibile da spiegare a qualcuno, che diventa evidente il non-senso di tentare di farlo. Chi sta bruciando nell'intensità della propria domanda ci arriverà da solo, poiché non potrà fermarsi prima che tutto sia consumato. È una benedizione.
Siamo davanti a nuove sfide, ma chi è impegnato a consumarsi non ci fa caso, è chi è già scomparso non sa più niente di sé. La vita vive, ma interessa solo a chi è rimasto.

Buon passaggio a tutti.

Commenti

  1. Grazie a questo anno incredibile che ci ha cambiato come persone e come anime e grazie a te per il cammino che facciamo insieme e che rende ogni cosa piena di significato!

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