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Visualizzazione dei post da dicembre, 2025

Guardando al presente

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Questo 2025 è stato un anno denso ed importante, a chiusura di ben due cicli. Il primo, quello del triennio 23/24/25 che ha segnato un tempo di profondo risveglio, e il secondo quello iniziato nel 2020, in cui la realtà illusoriamente collettiva si è rotta costringendo ciascuno a confrontarsi con la propria percezione personale, e ad esserne responsabile. Un confronto con quella necessaria solitudine interiore che il percorso verso la Spiritualità richiede. Siamo dunque ora definitivamente soli davanti a noi stessi, qualunque sia l'immagine che abbiamo messo di fronte allo specchio. Fra le cose che sono cambiate in questo tempo c'è sicuramente la qualità con cui le esperienze ci incontrano; siamo ormai lontani dalla fase in cui guardare alle nostre ferite per guarirle, e siamo ormai fuori dal concetto di guardare agli eventi per comprendere e conoscere noi stessi. Siamo oltre il limite in cui le esperienze si riferiscono, in qualunque modo, ad un io. Non ci offrono quindi più c...

La concretezza del percorso interiore

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L'idea del percorso interiore porta spesso con sè una certa aura di poca consistenza, qualcosa di bello ma fondamentalmente troppo astratto per cambiare davvero qualcosa. Credo che sia principalmente perchè la pratica che viene proposta, anche laddove si avvale di tecniche spiegabili e comprensibili da realizzare, di fatto non presenta alcuna vera "procedura". E' questo il grande salto. Istruzioni come "osserva il respiro", o "riporta l'attenzione al centro" non sono atti tecnici o matematici, eseguibili in un modo standard. La persona si trova da sola di fronte a se stessa a dover comprendere e sentire che cosa quell'istruzione davvero vuole indicare. Il Maestro, qualunque sia, non può dire più di questo, perchè le parole non servono a niente se non scendono dentro di noi e non diventano noi stessi. Il percorso interiore conduce dalla mente all'esperienza, dove ci siamo soltanto noi, e nessun concetto di noi stessi. Tuttavia fatta ques...

Il sesto senso: le emozioni

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Più profondamente di quanto crediamo, viviamo a debita distanza dalle nostre emozioni, mediandole in continuazione. Quando accadono in noi con picchi dal tenore molto forte, diventano praticamente insormontabili, poichè il nostro non conoscerle, non abitarle, ci rende incapaci di comprenderle nel loro presentarsi e nel corso che fanno in noi.  Il nostro corpo non è strutturato per sostenere emozioni molto forti per un periodo troppo lungo, dunque di fatto la nostra biologia provvede da sola a farle rientrare in una dimensione gestibile entro un tempo ragionevole; è solo la nostra mente che decide di mantenere delle condizioni fortemente instabili, di rimanere aggrappata a quei picchi. Di per sè il nostro sistema tende sempre all'equilibrio.  La contrazione che opera sulle emozioni ci consente di entrare in contatto con quella sensibilità, per poterla abbracciare ed integrare in noi, ed è una grande responsabilità. Quando invece scegliamo di azzerare quel contatto, anche sempli...