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Visualizzazione dei post da maggio, 2026

Contorni e vissuti

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  Osservo un oggetto e penso di sapere cosa vedo. Questo è un cubetto di ghiaccio. Facile. Eppure, nessun oggetto esiste per se stesso. Questa forma inanimata facilmente definibile si manifesta ed esiste solo in relazione a me. Perciò, che cos’è davvero? E’ il ghiaccio che metto nel bicchiere quando d’estate mi faccio il the freddo da bere in giardino al ritorno dal lavoro. E’ il ghiaccio che metto nella borsa per rinfrescare la testa quando ho la febbre. E’ il ghiaccio che metto nelle formine per fare i ghiaccioli. E’ l’immagine che mi viene in mente quando penso al Natale.… E’ tante cose. Ogni forma è molte cose. Ogni contorno è solo un insieme di vissuti. In questo cubetto di ghiaccio sono contenute tutte le esperienze di tutti i suoi osservatori, in ogni tempo, che lo stiano vedendo da vicino o soltanto immaginando. Questo produce la sua forma, questo produce la sua esistenza. Non è fatto di materia. Perciò, cos’è? E’ me.

Quanto Tempo?

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  Quanto tempo occorre perché una candela si consumi? Quanto perché un bambino nasca? Quanto tempo ci vuole perché un frutto maturi sull’albero? Tempo. Istanti sovrapposti che già coincidono, ma che i nostri occhi riescono a scorgere solo mettendoli in successione, facendo sembrare reale l’attesa, l’incompletezza, la distanza di una meta. E allora immaginate: quanto tempo occorre perché un pensiero si consumi? Seduta immobile, in silenzio, osservandolo formarsi, scorrere, generarne altri, … quanto devo aspettare perché quel pensiero si dissolva e mi lasci intravedere dietro di sé?  La risposta, come sempre, potrebbe risiedere in un’altra domanda: abbiamo mai concesso a questo processo di consumazione il tempo sufficiente? O abbiamo dato scadenze oltre le quali abbiamo concluso che non sia qualcosa di fattibile? Abbiamo mai dato tempo al Tempo, restando fino a sentire un cambiamento? Fissiamo limiti entro i quali definiamo ciò che è possibile, evitando accuratamente di sperimen...