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Visualizzazione dei post da marzo, 2026

Navi nel cielo

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L'immagine è quella di una nave che lascia il porto e si dirige in mare aperto, lasciando tutto dietro di sè definitivamente, in un partenza che non prevede ritorno. La sua rotta contempla una meta che non si trova sullo stesso piano della riva alle spalle. Allora la nave si solleva in volo e percorre una via nascosta per approdare in un luogo in mezzo al cielo. Eccoci davanti all'abisso: tutto il lavoro, il percorso, il pensare, la volontà che abbiamo potuto trovare in noi ci hanno condotti fino qui, al porto, ma per passare oltre occorre qualcosa che non attiene più al nostro sforzo: una nave che percorre vie oltre la nostra misura. Qui ci si arrende per forza, perchè non resta altro da fare, perchè di tutto il peso che abbiamo costruito in noi, soltanto quello di una piuma potrà passare e sorvolare l'ignoto. Non saremo noi ad arrivare nel cielo.

Due diverse vite

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Intraprendere un cammino spirituale significa inseguire la risposta alla domanda "chi sono io?". Non si tratta di conoscere se stessi a qualche profondità maggiore, non si tratta di guadagnare un senso di percezione di se stessi espanso, di conseguire qualche stato particolare di coscienza, di conseguire una qualche mistica comprensione. La spiritualità vera non ha rivelazioni da offrire che possano essere spese nel mondo dell'illusione: non riguarda la redenzione, la guarigione delle proprie ferite o il senso individuale della vita. Ciò che offre è un viaggio di sola andata verso l'interno, fino a che l'intera coscienza non si dissolve in quella discesa. Ora, è chiaro che chi si incammina lungo questo sentiero interiore, spinto da una domanda che non lo lascia più in pace, ha in qualche modo concluso la propria spinta alla ricerca sulla sponda materiale del fiume. Ha cioè già cercato a lungo in ciò che le esperienze potevano offrirgli, e ha compreso di non poter ...