Cambiare dentro, cambiare fuori
Tante volte rispetto alla restituzione dei trattamenti, mi viene risposto che dall'esterno i cambiamenti che vengono raccontati non sono altrettanto visibili. E' una riflessione interessante.
In primo luogo si potrebbe dire, è la spiegazione che ci diamo più frequentemente, che la materia nella sua densità ha tempi di modifica più lunghi di quelli dell'intangibile energia, e che dunque pur seguendo a ciò che si modifica all'interno, lo fa molto più lentamente. E' una risposta che devo dire mi sembra accettabile soltanto in superficie. Più profondamente bisognerebbe chiedersi quale cambiamento esterno ci aspettiamo di vedere, cioè su quali aspettative ci stiamo concentrando: non sono forse sempre le stesse? Ci aspettiamo che cambiare dentro significhi togliere ogni problema dal fuori, e che ci accadono solo eventi "positivi". Credo che questa visione indichi che ci stiamo concentrando sul punto sbagliato.
Cambiare dentro, se possiamo usare questa espressione, significa cambiare gli occhi con cui guardiamo alle cose, riuscendo così a vederle in un modo completamente diverso. Significa cambiare il punto di prospettiva da cui guardiamo quegli stessi eventi. Significa soprattutto cambiare ciò che osserviamo: non più gli eventi, ma noi stessi. Lì, la nostra presenza acquista sempre più corpo e spessore, e ci restituisce la nostra vera identità, consentendoci di vivere non più come personaggi che indossano una maschera, ma finalmente come il vero attore.
Immagino, credo, che a quel punto la vita cambi non solo perchè è cambiata la percezione che ne abbiamo, ma anche perchè finalmente può essere compresa nel dialogo che ha con noi, e non con le nostre infinite maschere.
Osservato da questo punto, il cambiamento all'interno è sempre all'opera anche all'esterno. Noi siamo un infinito Tutto, non possiamo cambiare soltanto in una parte, possiamo cambiare solo integralmente.

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