Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta Percorso personale

Oltre il Tempo

Immagine
Riuscire a vivere nell'istante presente offre prospettive di veduta interessanti. Il tempo non risiede all'esterno di noi, non è qualcosa in cui siamo immersi e da cui dipendiamo. Il tempo nasce dal nostro stesso esistere, così come una canzone sorge dal Nulla attraverso il cuore e la coscienza di un cantante. Tutto lo spazio del nostro vivere che concediamo alla mente offre al tempo la possibilità di espandersi, di prendere forma ed ampiezza nelle nostre proiezioni continue, di mettersi comodo fra le nostre speranze e le paure. Gli facciamo concessioni, lo creiamo e poi lasciamo che ci diriga senza più riuscire a tirarcene fuori. Ma quando arretriamo, ci spostiamo nel nostro unico vero istante di vuoto riassorbiamo lì lo spazio della mente, accade che il tempo, seguendo le nostre impronte, è costretto a ridimensionarsi. E' costretto a manifestarsi un solo istante alla volta. Immaginiamo di non avere più la vista davanti a noi di tutta la strada intera, ma di riuscire a ved...

La luna tutta blu

Immagine
  La Totalità della nostra vera natura ci impone di distinguere tra ciò che è Immobile da ciò che è mutevole e in continuo movimento. Noi confondiamo ciò che siamo, ciò che in noi è già, da tutti quegli innumerevoli strati di esistenza che attraversiamo: le emozioni, gli umori, le percezioni, lo stato del corpo. Quando guardiamo il mondo, lo facciamo attraverso la lente precisa che stiamo indossando in quel momento: tutte le infinite variabili dell’universo hanno dato vita a quell’attimo in noi, irripetibile, che determina un solo preciso scatto. Guardo la luna e la vedo blu, perché quello è il mio umore, il mio sentire, la mia connessione con il Tutto. Forse domani sarà rosa. Ha importanza? Uno dei due colori sarà più reale di un altro? Quando la luna per me è blu, è quello il colore che incarno; non c’è modo per me di uscire da quell’istantanea, perché tutti i pensieri, le emozioni, le tecniche che possono produrre, derivano tutti dalla luna blu, e non possono allontanarsene. Pos...

Ripercorrendo

Immagine
  La grande intensità che questo tempo continua a manifestare ed in cui ci spinge, offre così tanti spunti di riflessione nell’esperienza quotidiana che vale la pena appuntarli per iniziare a disegnare una mappa più nitida del momento in cui ci troviamo. -Un momento in cui certamente la materia si sta trasformando: da tempo ormai la parte materiale della vita, quella che nel suo insieme noi chiamiamo realtà, si sta allentando, espandendo, quasi dilatando la distanza fra i nostri atomi, rivelando di conseguenza una struttura non così solida come pensavamo. Da qui, quel senso di crescente incertezza, di estraneità nella propria pelle. Su un piano più ampio, la materia non sembra più in grado di fornire verità spendibili a cui aggrapparsi, e ogni cosa sembra funzionare in un modo diverso da quello che abbiamo sempre conosciuto. -Ben prima di giungere al corpo e di essere così grossolanamente visibile, lo stesso processo investe la nostra parte interiore, rendendo volatili i pensie...

Contorni e vissuti

Immagine
  Osservo un oggetto e penso di sapere cosa vedo. Questo è un cubetto di ghiaccio. Facile. Eppure, nessun oggetto esiste per se stesso. Questa forma inanimata facilmente definibile si manifesta ed esiste solo in relazione a me. Perciò, che cos’è davvero? E’ il ghiaccio che metto nel bicchiere quando d’estate mi faccio il the freddo da bere in giardino al ritorno dal lavoro. E’ il ghiaccio che metto nella borsa per rinfrescare la testa quando ho la febbre. E’ il ghiaccio che metto nelle formine per fare i ghiaccioli. E’ l’immagine che mi viene in mente quando penso al Natale.… E’ tante cose. Ogni forma è molte cose. Ogni contorno è solo un insieme di vissuti. In questo cubetto di ghiaccio sono contenute tutte le esperienze di tutti i suoi osservatori, in ogni tempo, che lo stiano vedendo da vicino o soltanto immaginando. Questo produce la sua forma, questo produce la sua esistenza. Non è fatto di materia. Perciò, cos’è? E’ me.

Liberi da ogni intenzione

Immagine
In linea con questo tempo in cui siamo immersi, nuovo e definitivo nei confini che rompe, sta accadendo una trasformazione anche nelle energie che ci circondano, per come le abbiamo sempre pensate.  Gli incontri, le relazioni, le situazioni, le creature vicino a noi, ... tutto ciò che si incarna lo fa ora libero da qualunque necessità o concetto in generale di azione. Immagino che sia sempre stato così, ma probabilmente ora tocca prenderne consapevolezza, e cambiare la concezione sempre avuta di come dovrebbe funzionare questo percorso che ci tocca sostenere. Se fino ad ora abbiamo pensato ai nostri incontri come Anime che si sono presentate a noi per accompagnarci ed aiutarci ad evolvere, immaginando quindi una rete di intenzioni attive rivolte ad una precisa realizzazione, ora la perdita di qualunque traccia di scopo legato ad un percorso personale fa cadere anche questa visione come tutte le altre maschere.  L'Esistenza modella molte forme attraverso cui scorrere, in un ins...

Due diverse vite

Immagine
Intraprendere un cammino spirituale significa inseguire la risposta alla domanda "chi sono io?". Non si tratta di conoscere se stessi a qualche profondità maggiore, non si tratta di guadagnare un senso di percezione di se stessi espanso, di conseguire qualche stato particolare di coscienza, di conseguire una qualche mistica comprensione. La spiritualità vera non ha rivelazioni da offrire che possano essere spese nel mondo dell'illusione: non riguarda la redenzione, la guarigione delle proprie ferite o il senso individuale della vita. Ciò che offre è un viaggio di sola andata verso l'interno, fino a che l'intera coscienza non si dissolve in quella discesa. Ora, è chiaro che chi si incammina lungo questo sentiero interiore, spinto da una domanda che non lo lascia più in pace, ha in qualche modo concluso la propria spinta alla ricerca sulla sponda materiale del fiume. Ha cioè già cercato a lungo in ciò che le esperienze potevano offrirgli, e ha compreso di non poter ...

Niente resta

Immagine
Se non fosse stato abbastanza evidente, possiamo parlare di come questo tempo corrispondente al nuovo anno già dai suoi primissimi giorni e momenti abbia portato un carico enorme di qualità nuove da declinare nella nostra esperienza.  Senza volerci soffermare qui sul cambiamento in corso che interessa la materia stessa fin nella sua più profonda struttura -processo che sta facendo venire a galla importanti contraccolpi e aggiustamenti in una forma che si sta modificando di frequenza-, anche i nostri eventi interiori sono interessati da un definitivo processo di destrutturazione. Si va quindi a toccare ancora e sempre più profondamente il tema dell'identità: gli schemi intangibili alla base della nostra percezione di noi stessi e secondo cui siamo soliti conoscerci e funzionare, non sono più così solidi e consolidati. Si affacciano emozioni inusuali in situazioni che hanno sempre suscitato una certa precisa risposta; interessi e desideri lontani da quelli che hanno sempre accompagna...

Il non-salto

Immagine
Gli Animali mi hanno insegnato e raccontato questo: lasciar andare non è qualcosa che riguarda la mente. La redenzione, l'illuminazione, non passa da ciò che è stato capito, indagato, risolto o agito. La pace oltre il limite di questa vita non è appannaggio di ciò che è stato in potere della nostra volontà. C'è uno spazio vuoto fra la nostra idea di noi stessi e la Verità di ciò che siamo, un abisso che la mente non può oltrepassare. Possiamo camminare fino a quel punto, spinti e guidati da una domanda interiore profonda che ci mette caparbiamente di fronte alle nostre illusioni strappando pezzi della nostra finta identità, fino a lasciarci sull'orlo del burrone con la consistenza di un'esile pima. Poi, proprio lì, quello che accade è il mistero di ciò che precede l'esistenza stessa: arrendersi è un non-atto che emerge quando nessuna illusione è rimasta. Allora si cade e si scompare, per poi sapere, senza bisogno che sia un pensiero nella mente, che esiste solo il v...

La concretezza del percorso interiore

Immagine
L'idea del percorso interiore porta spesso con sè una certa aura di poca consistenza, qualcosa di bello ma fondamentalmente troppo astratto per cambiare davvero qualcosa. Credo che sia principalmente perchè la pratica che viene proposta, anche laddove si avvale di tecniche spiegabili e comprensibili da realizzare, di fatto non presenta alcuna vera "procedura". E' questo il grande salto. Istruzioni come "osserva il respiro", o "riporta l'attenzione al centro" non sono atti tecnici o matematici, eseguibili in un modo standard. La persona si trova da sola di fronte a se stessa a dover comprendere e sentire che cosa quell'istruzione davvero vuole indicare. Il Maestro, qualunque sia, non può dire più di questo, perchè le parole non servono a niente se non scendono dentro di noi e non diventano noi stessi. Il percorso interiore conduce dalla mente all'esperienza, dove ci siamo soltanto noi, e nessun concetto di noi stessi. Tuttavia fatta ques...

Gli avanzi della vita

Immagine
  Moriamo per le cose che tratteniamo. Tutti gli eventi che incontriamo ci attraversano e si incastrano nella fittissima rete del nostro io, nell’illusione della nostra esistenza come singoli individui, dando vita e sostanza a pesi e fatica, a dolore e paura. Tutto ciò di cui facciamo esperienza entra a far parte della nostra identità, e sia che si tratti di qualcosa di piacevole o spiacevole, diventa in noi qualcosa che ci consuma. Questo perché gli eventi, le emozioni, i pensieri e le sensazioni non sono fatti per essere trattenuti, né ciò che realmente siamo è fatto per essere ridotto ad un’identità delimitata e finita.  Se lasciassimo andare, se fossimo solo stanze vuote in cui niente può fermarsi, allora potremmo evitare di morire? Certo che no, perché ciò che produce in noi la morte è lo stesso principio che produce la vita. Tutto ciò che in noi rimane irrisolto, diventa materiale per future esperienze, e la vita ricomincia per un altro corpo-mente. Nasciamo in quanto ir...

Tutto. Punto.

Immagine
  Tante volte mi è stato chiesto, riguardo alle canalizzazioni, come faccia a distinguere tra il movimento della mia mente con i suoi pensieri e ciò che mi arriva da qualche altra parte. C’è una radicata convinzione che questo tipo di percezione corrisponda a qualcosa di mistico e di separato da sé, come se dovesse per forza venire da fuori, dall’esterno, da chissà quale altra dimensione.  All’inizio proprio questa dicotomia è stata l’ostacolo più grande al sentire stesso, finchè non ho compreso che in una visione di Totalità non possono esistere queste differenze. Così ho smesso di filtrare e selezionare quello che sentivo lasciandolo scorrere come un unico flusso, senza preoccuparmi che una sensazione derivasse dalle mie convinzioni o da un altro piano. In fondo anche la mia mente appartiene alla stessa Totalità, quindi perché c’era qualcosa che andava scartato? Doveva essere un insieme più grande. Ed in effetti mi sono accorta che senza intromettermi in ciò che scorre, tutt...

La questione della non-azione

Immagine
Tutti i grandi Maestri parlano del non-fare all'interno del percorso personale, e sappiamo ormai bene che questa indicazione non si riferisce all'inazione o ad un qualche genere di accettazione passiva ed oziosa delle vicende della vita. Sarebbe facile se fosse così, ma come sempre siamo di fronte a qualcosa di più sottile. Personalmente associo questo processo all'idea del non essere in conflitto con ciò che emerge dentro di sè, con ciò di cui possiamo farci osservatori: i nostri pensieri, le emozioni, i sentimenti, gli umori, le tendenze, ... Lasciamo ad ogni cosa di noi il diritto e lo spazio di esistere, di agitarsi in noi e di trasportarci lungo la vita, nonchè di trasformarci. Difficile forse da realizzare, ma quantomeno facile da concepire con la mente. Ma anche in questo caso il problema sorge nel dover considerare la pace rispetto a quel "tutto", che strato dopo strato ci spinge ad andare sempre più indietro nell'osservazione.  Ovvero: se accetto di f...

Chiedilo a lui

Immagine
  Tante volte attraverso le canalizzazioni ed i trattamenti mi viene chiesto di chiedere al soggetto con cui entro in comunicazione la sua volontà circa le eventuali decisioni da prendere che riguardano il soggetto stesso. Parliamo quasi sempre di animali, di scelte relative alla loro salute, alla volontà o meno di vivere, al bisogno di sapere cosa desiderano per se stessi.  Non posso dire di non comprendere o di non concordare su questa linea di pensiero, in fondo c’è una sorta di spazio personale per ciascuno di noi che attiene al libero arbitrio e che va il più possibile rispettato; ognuno ha diritto di decidere per se stesso se lo vuole.  Tuttavia questa particolare modalità è secondo me una sorta di fase di passaggio nel proprio percorso personale, perché allude ancora ad una separazione fra due soggetti diversi che hanno una vita ed un’essenza separati fra loro. Questo chiedere all’altro, dimostra in realtà l’impossibilità di fare fede all’unità a cui tutti partecip...

Cambiare dentro, cambiare fuori

Immagine
Tante volte rispetto alla restituzione dei trattamenti, mi viene risposto che dall'esterno i cambiamenti che vengono raccontati non sono altrettanto visibili. E' una riflessione interessante. In primo luogo si potrebbe dire, è la spiegazione che ci diamo più frequentemente, che la materia nella sua densità ha tempi di modifica più lunghi di quelli dell'intangibile energia, e che dunque pur seguendo a ciò che si modifica all'interno, lo fa molto più lentamente. E' una risposta che devo dire mi sembra accettabile soltanto in superficie. Più profondamente bisognerebbe chiedersi quale cambiamento esterno ci aspettiamo di vedere, cioè su quali aspettative ci stiamo concentrando: non sono forse sempre le stesse? Ci aspettiamo che cambiare dentro significhi togliere ogni problema dal fuori, e che ci accadono solo eventi "positivi". Credo che questa visione indichi che ci stiamo concentrando sul punto sbagliato. Cambiare dentro, se possiamo usare questa espression...

Il senso del Sacro

Immagine
  Quando la vita viene abbracciata interamente, fino al suo diventare morte e proseguire, accade che le cose smettano di avere una propria sacralità a dispetto di altre. Si riesce a toccare una sorta di continuità che a mio avviso è il vero significato del sacro, quando nessun punto è più speciale di un altro, ma tutto, in virtù del suo essere uno, viene riconosciuto nella sua natura di miracolo.  Tutto ciò che non possiamo sapere, che consideriamo mistero, che non possiamo raggiungere e toccare, l’origine vera di tutte le cose, rende questa esperienza un miracolo. Non necessita di alcun sapere, nemmeno di fede, ma soltanto di essere, senza alcun pensiero.  Forse il senso del sacro risiede in quell’assenza di centro, in quel non fermarsi su alcun punto che possa determinare l‘esistenza di un’identità. Nessun ostacolo, nessun attrito. Forse il senso del sacro è quel non-essere in cui tutto scivola all’infinito.  

La trasformazione del vissuto

Immagine
  Tutte le cose che sorgono in noi devono essere lasciate andare. Così come lo diciamo per i pensieri e le emozioni quando parliamo di farci osservatori di noi stessi, dobbiamo spingerci in questo tema un po' più in profondità.  Ciò che sperimentiamo interiormente deve poterci aprire verso il cuore dell’esperienza, che non è un contenuto concettuale; per fare questo, deve poter essere colto nel momento in cui arriva e poi lasciato scorrere, senza che diventi un nuovo riferimento predeterminato nella nostra mente. Scendendo dentro se stessi, si accede spesso ad una più ampia capacità di sentire, che passa attraverso sogni, visioni, immagini che arrivano; e seguendo le nostre abituali modalità finiamo per trattenere quelle informazioni trasformandole in un corrispettivo mentale da poter utilizzare.  Per quanto ci sforziamo di crederlo, non ci allontaniamo quasi mai dalle abitudini che ci legano a vivere la vita secondo regole di causa, effetto e scopo. L’esempio più lampant...

Non-oppressione

Immagine
  E’ difficile spiegare cosa questo termine vuole riassumere e simboleggiare nei miei concetti. Ho sempre percepito la mia intera vita come un continuo aggiustamento: pensare a come sono, a come devo essere, a come adattare ogni gesto ed espressione, a come migliorarmi, a come interpretare gli eventi, a come inserirmi nelle situazioni, a come gli altri mi vedono, … Quel semplice essere senza alcun pensiero che lo renda incerto sembra essere quasi impossibile. Forse per questo chiamano queste sensazioni come “mal di vivere”.  La pratica della Meditazione che insegna a farsi osservatori di se stessi mira a spostare la prospettiva sempre più indietro, includendo nel quadro ogni singolo elemento che possa sorgere in noi. Questo significa che partendo da un pensiero che sto osservando, devo rendere ugualmente oggetto anche le successive considerazioni circa quel pensiero, le emozioni collegate, le sensazioni che si generano come anelli di una catena l’una dall’altra, …, tutto. L’os...

Il potere dell'immobilità

Immagine
  "In uno dei suoi momenti cupi, Pascal dice che tutta l'infelicità dell'uomo proviene da una causa sola, non sapersene star quieto in una stanza. Ma neppure a Lao Tzu riusciva quello che lui auspicava a se stesso: il saggio conosce il mondo e non ha mai aperto la finestra. Proprio come dice il libro del Tao, siamo tutti sulla via. Questo mondo è nomade. La maggior parte degli uomini ha bisogno del movimento. Cambiamento di moda, di cibo, di clima, di amore e di paesaggio. Solo chi conosce il movimento può chiudersi davvero in una stanza. Sa essere fedele solo chi ha attraversato molte infedeltà (Bruce Chatwin). Chiedere a qualcuno di sedersi immobile a meditare per molto tempo sembra una cosa davvero difficile, l’assenza di movimento ci appare quasi contro natura, tanto che ad un certo punto la nostra mente si ribella e ci costringe a tornare all’azione. Eppure persino lo yoga insegna come l’immobilità sia l’unico spazio in cui il corpo riesce a realizzare l’asana perfe...

Ignoranza ed inconsapevolezza

Immagine
  Tutte le cose che vale la pena dire non hanno bisogno di essere dette. Tutto ciò che può essere visto non è ciò che siamo, ma solo un’ombra proiettata dalla luce della nostra vera essenza. La vista deve collassare all’interno, sprofondando in se stessa. Pensando al percorso interiore che conduce alla Spiritualità, si nota come il punto di partenza e quello di arrivo sembrino quasi coincidere, ma la differenza è in realtà abissale. Si comincia dalla totale inconsapevolezza circa la propria vera natura, uno stato di ignoranza che appartiene alla mente ed alla nostra fittizia identità individuale: è lo stato degli automatismi e dell’assenza di distacco dalle cose che vengono vissute.  Alla fine del viaggio lo stato di inconsapevolezza ritorna a presentarsi, ma non è più una condizione della mente né di un io, quanto piuttosto l’assenza della sensazione stessa di esistere. Tutto ciò che sappiamo davvero, non abbiamo bisogno di ricordarlo perché si esprima attraverso di noi. Co...

All'interno all'infinito

Immagine
  Il tema della ricerca di un compromesso tra la nostra interiorità e la parte fisica è qualcosa di cui abbiamo parlato spesso. Quello che mi ha sempre colpito non è tanto la convinzione di fondo che si tratti di due luoghi distinti e separati, quanto il fatto che infine, per quanto ci vogliamo girare intorno, ogni nostra azione o ricerca è finalizzata alla parte tangibile, al nostro vivere, alle percezioni ed alle esperienze che viviamo. Sembrerebbe scontata come direzione, cos’altro dovrebbe esserci? A cos’altro dovremmo puntare?  Eppure, chi ha davvero provato l’esperienza della meditazione pura, sa che volgere lo sguardo all’interno e andare in profondità conduce ad un riassorbimento dell’esperienza percepibile. In pratica la nostra identità e la nostra capacità di percepire collassano in se stesse e rimane qualcosa che non è più nemmeno un sentire. Non comprendo come sia possibile ignorare la verità di quel qualcosa che rimane, che sopravvive a noi ed all’esperienza del v...