Ripercorrendo

 


La grande intensità che questo tempo continua a manifestare ed in cui ci spinge, offre così tanti spunti di riflessione nell’esperienza quotidiana che vale la pena appuntarli per iniziare a disegnare una mappa più nitida del momento in cui ci troviamo.

-Un momento in cui certamente la materia si sta trasformando: da tempo ormai la parte materiale della vita, quella che nel suo insieme noi chiamiamo realtà, si sta allentando, espandendo, quasi dilatando la distanza fra i nostri atomi, rivelando di conseguenza una struttura non così solida come pensavamo. Da qui, quel senso di crescente incertezza, di estraneità nella propria pelle. Su un piano più ampio, la materia non sembra più in grado di fornire verità spendibili a cui aggrapparsi, e ogni cosa sembra funzionare in un modo diverso da quello che abbiamo sempre conosciuto.

-Ben prima di giungere al corpo e di essere così grossolanamente visibile, lo stesso processo investe la nostra parte interiore, rendendo volatili i pensieri, instabili le emozioni, indefinite le percezioni. Davanti allo specchio non sappiamo più bene chi stiamo guardando, poiché l’idea stessa che abbiamo di noi si incrina, fra schemi rotti o non più funzionanti e mura che crollano tra le nostre stanze interiori. Restano ampi spazi aperti in cui la nostra identità fatica a trovare appigli.

-E’ un costante senso di sospensione, di instabilità, di smarrimento, in cui le direzioni sono incomprensibili, le indicazioni non più rintracciabili, e in cui ogni intento sembra condurre in vicoli ciechi. Come su un treno in stazione, non riusciamo a dire se siamo fermi o ci stiamo muovendo. Pare inevitabile iniziare a dubitare dei sensi, delle certezze acquisite finora, e del senso del vivere per come lo abbiamo sempre pensato.

-Il tempo e lo spazio si deformano oltre misura, senza più offrirci la condizione utile per manifestarci. Sono condizioni che si producono da dentro di noi, portando in questa proiezione da un lato la stessa incoerenza e dall’altro l’eco di una dimensione diversa. Le leggi della dualità scricchiolano, gli stati e gli istanti si sovrappongono, tutto scorre lento eppure veloce. Ne derivano stati di enorme e continua contrazione e dilatazione in cui le esperienze si sommano e si cancellano, si integrano e si sgretolano, senza che la mente riesca a trovarvi un ordine da ricapitolare per la propria pace. Molte vite ci attraversano in pochi istanti mentre nemmeno a mappe e lancette possiamo più fare riferimento.

-mentre tutto diventa inafferrabile ed ogni illusione si svela, si ha quasi la percezione di trovarsi in un punto di congiunzione in cui coincide la chiusura di molteplici cicli di eventi. Una profonda ed inevitabile, necessaria catarsi che apre a qualcosa di totalmente nuovo e diverso.

-Solo ciò che si trova dentro di noi mantiene la propria sostanza. Non una percezione, non il frutto dei sensi, ma la pura Presenza non soggetta ad alcunchè. Non rimangono altri luoghi verso cui dirigersi. E in questa inversione di rotta diventa palpabile l’esperienza di essere immersi in un oceano di nuove informazioni e vibrazioni, una corrente che ci scuote e ci ricrea.

-Non siamo però più diretti verso la conquista di un nuovo stato di identità e stabilità, questo non è un passaggio tra due sponde di un fiume. Stiamo abbandonando le rive della soggettività in un viaggio senza ritorno. Non siamo più mossi da una corrente personale che ha in mente una direzione per noi, la Totalità si muove e si rivela nel suo insieme, ogni cosa non fa che partecipare ed essere parte di questa grandezza. Non è più la cartina relativa ad un singolo luogo e sentiero, questa è la mappa dell’universo intero.

-Allora, più noi sprofondiamo all’interno cercando quella Sostanza, più l’energia si libera dalle nostre proiezioni diventando totale, veloce e potente, come la corrente di un fiume il cui letto sia stato sgombrato dai detriti. Il cambiamento che ne deriva ha la stessa qualità nella sua portata: non è graduale, non riguarda una sola parte. Non ci aspetta, non ci concede tempo per capire ed adattarci. Ora tutto cambia insieme, rispondendo alla stessa risonanza di Totalità.

-Tutto punta all’essenza, al Vero, all’Essere. Le esperienze non sono fuori di noi, e non sono nemmeno dentro. Sono solo vibrazioni che oscillano, pulsazioni distillate in purezza da ogni concetto che ha dato loro forma, rese di nuovo pura potenzialità che muove se stessa.

E’ soltanto un suono. Quello del mare che va e che torna, nelle ci onde la Vita scorre senza bisogno di scopo o direzione. A questo siamo chiamati ad arrenderci.

E siamo appena all’inizio dell’anno.

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