La luna tutta blu
La
Totalità della nostra vera natura ci impone di distinguere tra ciò che è Immobile
da ciò che è mutevole e in continuo movimento. Noi confondiamo ciò che siamo,
ciò che in noi è già, da tutti quegli innumerevoli strati di esistenza che
attraversiamo: le emozioni, gli umori, le percezioni, lo stato del corpo.
Quando guardiamo il mondo, lo facciamo attraverso la lente precisa che stiamo
indossando in quel momento: tutte le infinite variabili dell’universo hanno
dato vita a quell’attimo in noi, irripetibile, che determina un solo preciso
scatto. Guardo la luna e la vedo blu, perché quello è il mio umore, il mio
sentire, la mia connessione con il Tutto. Forse domani sarà rosa. Ha
importanza? Uno dei due colori sarà più reale di un altro? Quando la luna per
me è blu, è quello il colore che incarno; non c’è modo per me di uscire da
quell’istantanea, perché tutti i pensieri, le emozioni, le tecniche che possono
produrre, derivano tutti dalla luna blu, e non possono allontanarsene. Posso
davvero creare una lezione, un apprendimento, uno schema circa il mio
funzionamento da poter riproporre e riprodurre domani? Per farlo, dovrei sapere
se la luna ha un suo colore reale, e conoscere qual è, il che presenta un
problema di fondo, visto che la luna esiste soltanto in me. Forse, invece che
tentare di uscire costantemente dalla fotografia a cui sto dando vita per
crearne un'altra, potrei restare. Perché in fondo non sto cercando uno scatto
preciso, ma il fotografo. E lui, è dietro a tutte le foto.

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