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Visualizzazione dei post con l'etichetta Caro diario

Continui universi

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  "Vedo vuoto ovunque guardi. Perché a te non accade?  Non trovo appigli in ciò che tu consideri saldo, io cado continuamente in nuovi abissi, dove niente basta, dove non c’è arrivo.  Vivo altrove, o forse non è vita, poiché anche io non sono che uno spazio vuoto.  Cerco chiarezza nell’oscurità dell’universo con una candela in mano, ma ciò che riesco ad immaginare non mi basta.  Cosa si estende oltre colui che sogna, che ne è di me mentre dormo e dimentico? Quando perdo ogni speranza nel pozzo delle mie paure, quando la fantasia non è abbastanza grande per trovare pace? Come posso respirare sapendo così poco di me, di dove nasce il respiro?  Il nulla si spalanca sempre, e ogni verità è sempre giusta e sbagliata nello stesso istante. Non posso scegliere, nessuna delle risposte mi appartiene.  Non sento nulla, perché faccio posto ad ogni parte di me, e così scompaio. Sottile, inconsistente, persa eppure a casa nel mio silenzio. E’ di me stessa che perdo ...

Ad un'amica

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  Poco tempo fa una mia amica mi ha raccontato di un episodio terribile che le era accaduto, qualcosa che mi ha toccato molto in profondità. Ci sono argomenti su cui ci sentiamo più facilmente coinvolti, temi con cui ci sentiamo più in empatia, ciascuno di noi ha i propri.  Ho pensato a come dovesse sentirsi lei, immaginando quello che avrei provato io al suo posto. Un’ondata di dolore mi ha attraversata. Ben conosciuto, è il dolore che accompagna costantemente il nostro vivere, la paura del dolore altrui e della loro sofferenza, il bisogno di cercare sollievo e soluzione. In quell’ondata c’erano tanti pensieri tutti insieme, tanti bisogni, da quello di piangere a quello di cercare un senso agli eventi, a quello di stare in quella sensazione fino a farla dissolvere.  Mi sono ricordata del messaggio della canalizzazione di quest’anno, e ho realizzato che quello che stavo facendo non era abbastanza: proporre a me stessa di stare in quell’emozione non l’avrebbe mai liberata ...

Ad Alma

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  Cara nonna, ti scrivo sapendo che non puoi leggere queste parole, ma ne sento il bisogno per me stessa. In fondo credo la scrittura abbia soltanto questo potere personale.  Poiché l’intero mondo risiede nei miei occhi, la guarigione deve per forza passare attraverso di me, e riguardarmi. Vorrei che fosse così semplice, ma la difficoltà per me non sta nel non sapere accettare ciò che ho di fronte, quanto riuscire a far comprendere che la mia accettazione non è una mancanza di amore.  Così la tua condizione mi fa pensare ora a cosa credo che rimanga di qualcuno che se ne va, alla natura dei ricordi e della memoria, che ormai da anni in te sta andando perduta. Innumerevoli anfratti di vita nascosti in un luogo che non ti è più accessibile, fra cui anche io. Sono i ricordi, la nostra storia, a fare di noi ciò che siamo? Devo poter credere che ci sia molto altro, perché ad un certo punto, seppur lontano oltre la nostra immaginazione, ciò da cui siamo stati vissuti sbiadisc...

Lettera a G.

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  Cara G., mia amica e maestra, mi manchi immensamente, sempre. Eppure, queste parole che ti rivolgo sono inesatte, perché non posso dire di sentirti mai lontana. La verità, è che non riesco a pensarti più come separata da me, e i ricordi della vita che abbiamo condiviso immancabilmente mi rimandano non ad una mancanza, ma a ciò che siamo diventate insieme. Certo, le tue immagini, così come ho scelto di vederti, sono tutte nella mia mente, nel mio cuore tutti i nostri momenti, che sembrano passati così in fretta! Nemmeno il tempo per me di capire quanto fossi grande. Ma c’è altro, qualcosa più in profondità che supera anche il sentimento stesso che ci ha legate, e di questo altro non si può dire.  L’Amore, non ci lascia mai uguali a noi stessi. Il viaggio straordinario che ho cominciato con te, attraverso te, è appena all’inizio, e non temo nessuna distanza nel desiderio di condividere con te ogni nuovo passo. Sei me in ogni esperienza che affronto, in ogni incontro in cui d...

Dissolvenza

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  Pensando alla questione della morte all’interno del mio percorso personale, uno degli scogli più difficili da comprendere rappresentava per me il corpo fisico, il dopo del corpo fisico, nello specifico il suo permanere a dispetto dell’allontanamento dell’energia che lo abita. Ci ho dovuto riflettere per molto tempo. Quando qualcosa stona con la visione che ho dell’Esistenza, mi viene un prurito ossessivo che mi costringe ad addentrarmi in riflessioni di vario tipo, fino a trovare ciò che mi corrisponde, fino a che il tassello trova il suo posto esatto. Non sono in cerca di Verità da dispensare, ma di qualcosa che funzioni per me. La mia visione della vita deve trovare un senso ad ognuno dei miei eventi, benchè non necessariamente logico o alla mia portata. E ad ogni modo mi stupisce sempre vedere come anche le mie pensate più strane abbiano già attraversato la mente di altri, le cui parole mi capita di trovare in libri, articoli o altri luoghi, proprio nel momento in cui mi serve...

Ciò che mi rimane di M.

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  Ho conosciuto M. diversi mesi fa per dei trattamenti sui suoi amati cani, ma come sempre uso questo verbo in modo improprio, non solo perché non è possibile conoscere davvero qualcuno, ma perché in aggiunta M. abitava molto lontana da me. Non ci siamo mai viste nemmeno per videochiamata, conosco il suo viso solo da una foto che mi aveva iniziato per preparare la sua canalizzazione. Il resto sono state solo chiamate, messaggi di testo e vocali. Voci, suoni, impressioni. Il nostro intero rapporto era questo, uno scambio che avveniva una volta a settimana circa, il lunedì, per raccontarci dei trattamenti svolti a distanza sui suoi cani e di quello che vedeva lei. Ogni tanto sono state chiamate più lunghe, per restituirle le canalizzazioni che mi aveva richiesto, sempre dei suoi compagni pelosi. Perché loro venivano sempre prima di tutto, certamente prima di se stessa. E’ strano come un legame possa instaurarsi e sostenersi con poche cose. M. era una persona che mi faceva piacere sen...

Perdono

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  Accadono giorni, fra i tanti, in cui maggiormente mi soffermo a considerare l’enorme dolore che mi circonda, e mi è impossibile distrarre la mente o consolare il cuore da quella sensazione di ineluttabilità. Ovunque io guardi, a chiunque io chieda, il dolore accompagna ogni passo della nostra vita e sembra nascondersi, inesauribile, dietro ad ogni angolo. Per un breve momento allora, non riesco ad intravedere una soluzione, o la salvezza, né certamente un senso che sia alla portata della mia mente, e mi rifugio nel pensiero del futuro, delle prossime vite che immagino svolgersi altrove, in un luogo privo di tale profonda rottura. Mentre formulo questo pensiero, ogni singola parola stride, e sembra cadere dal foglio senza volermi offrire sostegno, ma ne comprendo il motivo: qualunque cosa io stia osservando, il dolore è soltanto mio, quel brivido che scende fin nella profondità delle mie viscere è prodotto dal mio cuore che si spezza. Non posso separare la mia esperienza da quel...